Discussione:mole

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vorrei che Avogadro controllasse le modifiche che ho apportato e mi dicesse se possono andare bene, grazie :) --Climacus32 (disc.) 11:09, 17 ott 2008 (CEST)


La definizione chimica (1) adesso è più che completa e rigorosa. Io mi ero fatto qualche scrupolo per mantenerla il più possibile sintetica. Infatti adesso è perfino più lunga di quella in Wikipedia: La mole viene definita come la quantità di sostanza di un sistema che contiene un numero di entità elementari pari al numero di atomi presenti in 12 grammi di carbonio-12. Comunque per me va benissimo la tua formulazione.

La definizione (2) per estensione invece non è rigorosa perché corrisponde a quella di grammomole che, pur molto simile, è un'altra cosa ovvero la sua corrispondenza numerica. Ho notato che molti dizionari ne fanno una cosa sola, ma a rigore in chimica non lo è. Meglio comunque massa atomica, è più corretto dato che il peso è a rigore una forza che dipende dall'accelerazione gravitazionale. Per l'etimologia ti sarei grato se potessi mettere la citazione, possibilmente da una fonte chimica o l'etichetta citazione necessaria perché non ne sono pienamente convinto. In ogni caso grazie mille per l'interesse e il prezioso contributo! A presto, --Avogadro (disc.) 23:29, 17 ott 2008 (CEST)

L'etimologia (aggiunta da me) è presa presa da it.wikipedia -- Discanto 11mila . 23:38, 17 ott 2008 (CEST)
ho corretto l'etimologia attenendomi a Treccani e Garzanti. Ho anche corretto l'accezione 2 nel modo da te indicato, Avogadro, aggiungendo una piccola nota sull'uso improprio del termine (che tuttavia è attestato dai dizionari e presente nell'uso) (il mio prof di chimica del liceo lo usava, per esempio :). Ho anche introdotto l'ultima (spero) accezione, quella che spiega l'uso figurato in locuzioni (o quasi) come una mole di lavoro, una mole di impegni, ecc. Vorrei rispondere al messaggio che mi inviasti, ma ancora non ho trovato il tempo. Il mio pensiero in sintesi è che occorre essere il più esaustivi possibile, anche a danno della brevità che il più delle volte è una forma di aridità mascherata dal nobile concetto di "sinteticità". La sinteticità, quando rigore ed esattezza sono perseguiti e ottenuti al meglio delle possibilità (per questo è inutile sperare di poter fare a meno dei dizionari, come mi pare tu abbia accennato, i quali anzi andrebbero consultati e confrontati tra loro nel maggior numero possibile) posso solo definirla in senso negativo come assenza di prolissità. Se nella definizione non vi sono ripetizioni inutili e circonlocuzioni che allontanino la questione dal suo nocciolo, la condizione di sinteticità è rispettata. Che in un dizionario le definizioni non superino le uno-due-tre righe non è per esigenza di sinteticità, quanto per necessità di brevità, che è ben altra cosa. Ciao e grazie --Climacus32 (disc.) 10:18, 18 ott 2008 (CEST)
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