lambire (vai alla coniugazione)

  1. leccare avvicinando la lingua di quel tanto che basta per imprimere tocchi leggeri e brevi o appena accennati e quasi timidi, come saggiando o vellicando
    • quando vide il gatto sul tavolo apparecchiato che già lambiva il piatto col muso, stentò a credere che a quell'animale intelligente potesse piacere la minestra
  2. (per estensione) appressarsi al punto da toccare o passare rasente
    • La luna ora lambiva il pavimento, mentre i lumi si spegnevano. (Giovanni Verga, Lacrymae Rerum, da Vagabondaggio)
    • Ma quando il sacerdote all'ara alzava con le braccia il fanciullo in atto di consegnarne la difesa al Dio, e insieme lo accompagnavano cori di fanciulle e giovanetti incoronati, e flauti e timpani e fumo d'incensi, una fiamma fugace lambì la fronte del bambino senza offesa. (Alessandro Verri, Vita di Erostrato)
lam | bì | re

IPA: /lamˈbire/

dal latino lambere (vedi lambo) ossia "leccare"

 
«andate in riva al Tevere, e versatevi dentro tante lacrime da far che il più sommerso dei suoi flutti salga a lambire il sommo della sponda.»
(William Shakespeare, Giulio Cesare, traduzione di Goffredo Raponi)
sfiorare con la punta della lingua
essere tanto vicino da quasi sfiorare