gay (  approfondimento) m e f inv

  1. (forestierismo), (sessualità) detto di persona di orientamento sessuale omosessuale
  2. (arte) che tratta tematiche a sfondo omosessuale
  3. che riguarda l'omosessualità, ovvero l'amore fra persone dello stesso sesso; che concerne le persone omosessuali, i loro diritti o la loro cultura
  4. (per estensione) di maschio omosessuale

gay inv

  1. (forestierismo), (sessualità) (sociologia) (psicologia) detto di persona omosessuale
  2. (per estensione) maschio omosessuale

Lemma non sillababile

IPA: /ɡɛi/

prestito linguistico diretto dall'inglese gay (nel senso appunto di omosessuale), termine a sua volta derivato dal provenzale gai, letteralmente "gaio", dal latino gaius, termine di correlazione con la terra (gaia). Nell'antichità medievale il termine era usato come sinonimo di jolly, "giullare" di corte, quindi con il senso di "buffone". Nel diciottesimo secolo il termine giunse in Inghilterra, dove assunse il significato generico peggiorativo di "dissoluto e privo di inibizioni", e due secoli dopo acquistò il significato odierno in America del Nord. In italiano viene solitamente considerato un termine con connotazione positiva o comunque non negativa, e pertanto spesso preferito a "omosessuale".

Vedi le traduzioni

gay (comparativo gayer, superlativo relativo gayest)

  1. (sessualità) gay; di orientamento sessuale omosessuale; relativo all'omosessualità, trattante tematiche a sfondo omosessuale o concernente le persone gay, i loro diritti o la loro cultura
  2. (offensivo) (obsoleto) effeminato
  3. (offensivo) (obsoleto) sessualmente promiscuo, dissoluto
  4. (raro) gaio, allegro, pieno di vita, vivace
  5. (gergale) (spregiativo) brutto, incapace, sgradevole, senza scrupoli

gay (pl.: gays)

  1. (sessualità) persona omosessuale (al singolare usato solitamente, ma non esclusivamente, per riferirsi a un maschio omosessuale)

IPA: /ɡeɪ/ Ascolta la pronuncia :

Dal provenzale gai, attraverso il francese antico gai, letteralmente "gaio, allegro". In ultima analisi dal latino gaius, termine di correlazione con il mondo ctonio, tellurico (gaia, la terra). Il suo significato originario in inglese era appunto quello di "gaio"; a partire dal XVIII e poi ancor più nel XIX secolo il termine ha assunto il senso di "sessualmente dissoluto", pertanto con connotazione negativa. Il termine ha iniziato ad essere usato per riferirsi alle persone omosessuali nella prima metà del XX secolo, ancora con connotazione negativa; solo a partire dagli anni 1960 gli attivisti per i diritti degli omosessuali iniziarono ad utilizzare il termine con orgoglio, conferendogli pertanto un significato positivo e socialmente accettabile. Oggi in inglese, come in italiano, il termine viene generalmente considerato un termine politicamente corretto per riferirsi alle persone omosessuali (e, conseguentemente, non viene di norma più utilizzato nei sensi storicamente precedenti); il significato gergale è dovuto all'abitudine di molti paesi di ritenere l'omosessualità maschile un reato grave

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