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 Sostantivo

penso m sing (pl.: pensi)

  1. lavoro datoda un docente ad uno studente in più ai compiti, come punizione
  2. (storia) definizione mancante; se vuoi, aggiungila tu

 Voce verbale

penso

  1. prima persona singolare dell'indicativo presente di pensare

  SillabazioneModifica

pèn | so

  PronunciaModifica

IPA: ˈpɛnso/

 Etimologia / DerivazioneModifica

vedi pensare

  Traduzione

Vedi le traduzioni

SPQRomani.svg LatinoModifica

 Verbo

TransitivoModifica

penso (vai alla coniugazione) prima coniugazione (paradigma: pensō, pensās, pensāvī, pensātum, pensāre)

  1. pesare, soppesare
  2. controbilanciare, compensare, pareggiare
  3. ricambiare, ripagare, risarcire, contraccambiare
  4. (senso figurato) scontare, espiare, ripagare (una colpa, una pena)
  5. (per estensione) pagare, versare, comprare
  6. (per estensione) placare, calmare, fare diminuire
  7. (senso figurato) valutare, esaminare, giudicare, considerare
  8. (senso figurato), (per estensione), (latino medievale) pensare

  SillabazioneModifica

pĕn | sō

  PronunciaModifica

IPA: ˈpɛnso/

 Etimologia / DerivazioneModifica

dal verbo pendo, letteralmente "appendere", nel senso di "appendere ai piatti di una bilancia" e quindi "pesare"; il senso di "soppesare, valutare, giudicare" è già nel latino classico (almeno in età augustea), ed è simile al senso figurato di pondero, altro verbo che indica tanto il "pesare" che il "soppesare in mente". Il senso ulteriormente esteso di "pensare" è di epoca medievale, ed è poi confluito nelle moderne lingue romanze derivate dal latino, rimpiazzando in molti casi il verbo classico cogito

  SinonimiModifica

  Parole derivateModifica

discendenti in altre lingue